INPS: vanno restituiti i ratei delle prestazioni assistenziali erogati successivamente al verbale di revisione che ha accertato il venir meno del requisito sanitario

Lo ha stabilito il Tribunale di Siracusa con la recente sentenza del 4 ottobre 2022, n. 937.

Il ricorrente aveva chiesto l’annullamento della richiesta di restituzione delle somme che l’INPS aveva continuato a erogargli, a titolo di pensione di inabilità civile, dopo avergli regolarmente notificato il verbale di revisione che aveva ritenuto non più sussistente il requisito sanitario.

Secondo la tesi sostenuta in giudizio dalla difesa del ricorrente, infatti, il pagamento dei ratei di pensione successivo all’avvenuta comunicazione dell’esito negativo dell’accertamento sanitario, aveva ingenerato nel beneficiario l’affidamento incolpevole sulla spettanza delle somme, tale da rendere illegittima la richiesta dell’Istituto volta al recupero degli indebiti pensionistici erogati successivamente alla visita di revisione.

Il Tribunale del Lavoro e della Previdenza siracusano ha rigettato la richiesta avanzata da parte ricorrente, con una motivazione che si snoda lungo il seguente iter argomentativo:

  1. Rileva preliminarmente il giudicante che non sono applicabili alla fattispecie oggetto del giudizio le norme (art. 52, comma 2 L. n. 88 del 1986 e art. 13 L. n. 412 del 1991) invocate in ricorso, trattandosi di norme che disciplinano la diversa ipotesi dell’indebito previdenziale.
  2. La disciplina dell’indebito in esame va invece ricercata nel sistema normativo differenziato che il legislatore riserva alla materia delle provvidenze previste a favore degli invalidi civili. E dall’esame della specifica normativa di settore (art. 11, comma 4, poi abrogata dall’art. 4, comma 3-nonies introdotto dalla L. n. 425 del 1996 di conversione del D.L. n. 323 del 1996; D.P.R. n. 698 del 1994, art. 5, comma 5) può evincersi il principio secondo il quale l’indebito in materia di prestazioni di invalidità civile può essere recuperato solo ed esclusivamente con riferimento ai ratei indebitamente erogati a partire dalla data del provvedimento che accerta che la prestazione assistenziale non era dovuta.
    • “La Corte di Cassazione – soggiunge il Tribunale a supporto della decisione – ha affermato che la ripetizione delle prestazioni previdenziali indebitamente erogate opera dalla data di accertamento amministrativo dell’inesistenza dei requisiti sanitari, senza che possa rilevare – in mancanza di una norma che disponga in tal senso – il mancato rispetto, da parte dell’amministrazione, dell’obbligo di sospendere i pagamenti e di emanare il formale provvedimento di revoca entro termini prefissati; né il sistema normativo così interpretato può essere ritenuto non rispettoso dell’art. 38 Cost., essendo ragionevole che la data dell’accertamento amministrativo, ancorché precedente il formale atto di revoca, determini la fine dell’affidamento dell’assistito nella definitività dell’attribuzione patrimoniale ricevuta, (Cass. n. 16260/2003; 26162/2016; 34013/2019)”.
  3. Per effetto dell’accertamento sanitario, quindi, si è determinato il venir meno di uno degli elementi costitutivi del diritto alla prestazione (il requisito sanitario), e dunque la decorrenza dell’indebito coincide con l’accertamento sanitario e non con quello della sua successiva comunicazione, di talché le somme nel caso in esame sono ripetibili a far data dalla visita di revisione che ha giudicato non più sussistente il requisito sanitario.
  4. La regolare comunicazione del verbale di visita con cui la Commissione Medica dà atto dell’accertato venir meno del requisito sanitario per l’invalidità civile (verbale peraltro non impugnato), rileva invece al fine di inibire al ricorrente di invocare in suo favore l’affidamento incolpevole per la percezione dei ratei successivi alla comunicazione.

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